Stagione Teatrale 2015/2016

ORA MI VEDI

Performance teatrale sul disturbo dello spettro autistico

Dimenticate i cliché, le frasi fatte, i fiumi di retorica, le leggende metropolitane. Dimenticate tutto quanto avete maldestramente associato a quella strana sindrome di cui spesso neanche ricordate il nome.

Perché l’autismo“ è un mondo che ti galleggia invisibile accanto, non te ne accorgeresti mai se non ci entrassi dentro con qualcosa che appartiene alla tua carne”.

Ecco dunque ciò che occorre fare: spalancare l’anima ad un universo immenso, inafferrabile forse, diventare osservatorio speciale, farsi piccoli e guardare, conoscere, scoprire.

In scena : Paola Lucidi – Camilla Orazi – Marco Santamaria

Regia e scrittura drammaturgica Elisa Maestri

Service Tecnico : Stefano Traini

Organizzazione di Produzione e Promozione : Roberto Paoletti

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UN REGALO PER MELO

Coproduzione di Teatro ragazzi tra  Laboratorio Minimo Teatro e Compagnia dei Folli

età consigliata 7\11 anni teatro d’immagine, teatro d’attore, interazione con il pubblico

Oggi Melo compie 8 anni… eh si, sta diventando grande! Il giorno del suo compleanno Melo è di fronte alla sua mega fantastica, buonissima torta ………. quando arriva la più classica e scontata delle domande: “COSA VUOI FARE DA GRANDE MELO? CHE LAVORO FARAI MELO?” Lo spettacolo racconta le avventure di un bambino che spinto dalla curiosità, decide di capire “cosa farà da grande”, forse anche un po’ per accontentare gli adulti che spesso gli chiedono cosa vuole diventare. Melo prende la “questione” molto, forse anche troppo sul serio e decide di scoprire quale sarà il suo lavoro. Inizia così una divertente, scoppiettante e improbabile sfilata di lavori, ma, soprattutto, di strani personaggi che trascinano il piccolo Melo dagli abissi dell’oceano ai saloni di bellezza, facendolo diventare il protagonista indiscusso di situazioni paradossali. Melo cerca con la leggerezza e l’entusiasmo dei bambini …… prova, sbaglia, inciampa, si scoraggia, ma sempre e comunque riprova e soprattutto ride e fa ridere. Lo storia racconta la ricerca del proprio io, invita i grandi a non caricare di aspettative ed ansia i più piccoli, mostra come chi ha il coraggio (e a volte l’incoscienza) di provare, di inciampare nell’errore, trova naturalmente la propria strada da percorrere. Melo inizia la sua ricerca dagli abissi del mare… chi incontrerà?

 

Note di regia a cura di: Paola Lucidi

In scena : Valerio Ameli – Laura Angelini – Marco Santamaria – Giovanni Filipponi

Regia e scrittura drammaturgica : Paola Lucidi

Service Tecnico : Mauro Orsini – Stefano Traini

unregalopermelo6_o unregalopermelo1_o unregalopermelo_o Un regalo per Melo

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

TRE SULL’ALTALENA

di Luigi Lunari

regia di Mario Gricinella

con: Pino Presciutti, Roberto Paoletti, Giovanni Filipponi, Daniela Mancone

Note di regia

In “Tre sull’altalena” si crea il pretesto per raccontare le vicende di tre uomini a prima vista molto diversi e che apparentemente non hanno assolutamente nulla da dirsi. I soli argomenti di conversazione non possono che essere “i temi fondamentali dell’esistenza”: vita e morte, libertà e costrizione, scienza e mistero, ragione e fede. La stanza si rivela un luogo diverso per ognuno dei protagonisti che, conoscendosi, scopriranno di essere quanto mai uniti dalla loro insicurezza, che si trasforma in paura dell’inspiegabile. I dialoghi si succedono  all’inizio liberi da ogni giudizio di merito e di convenienza e non avendo alcuna funzione pratica non possono che portare piano piano ad averne una assoluta. Ci è parso quindi opportuno allestire una scenografia semplice ed essenziale per rappresentare il “non luogo” dove i tre personaggi forse casualmente si incontrano. Un’essenzialità che lascia in primo piano la parola, esalta la forza drammaturgica del testo, ricco di colpi di scena, momenti esilaranti, ma anche intriso d’intensità drammatica. I ritmi serratissimi e la finissima ironia sono gli ingredienti forti di questa commedia che hanno fatto dire a un maestro come Dario Fò: “Tre sull’altalena” è una macchina di fantastica fattura. Io l’ho letta di un fiato, ridendo a bocca spalancata. E’ una delle poche invenzioni teatrali per le quali valga la pena uscire la sera a Milano, sobbarcarsi il rito della vestizione, prenotare il biglietto, prendere il taxi, starsene seduti in una sala stipata di gente…”

La trama

Un commendatore, un capitano dei servizi, un professore si trovano nello stesso luogo per tre ragioni diverse: il commendatore per un incontro galante, il Capitano per trattare un acquisto di materiale bellico, il professore per ritirare le bozze di stampa di un suo libro. Ma cos’è esattamente quel luogo? Un discreto e comodo albergo, un luogo di affari, o una casa editrice? È possibile che tutti e tre abbiano avuto l’indirizzo sbagliato? Questa situazione strana accresce il mistero, anche perché un allarme per un’esercitazione antinquinamento impedisce loro di uscire. Durante la notte che sono costretti a passare insieme, i tre giungono a sospettare che la stanza potrebbe essere davvero un’anticamera per l’aldilà, e che probabilmente essi sono già morti, e in attesa del Giudizio. I tre reagiscono a questa prospettiva secondo le rispettive caratteristiche psicologiche: il commendatore è spaventato ed ansioso, il capitano non trova niente di misterioso nella situazione e resta assolutamente indifferente, il professore usa tutta la sua logica filosofica per spiegare il fenomeno come un fatto naturale e logico. Una donna delle pulizie si unisce al terzetto e dice cose talmente ambigue da far nascere nei tre malcapitati un nuovo grande enigma: è realmente una donna delle pulizie, o molto di più? Sul finale quando la donna esce, senza svelare il mistero, un lungo suono della sirena indica che l’allarme per l’emergenza è finito. I tre sono pronti ad andare, ma la scena finale ci riserva ancora l’ennesimo colpo di scena.

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